{"id":29,"date":"2015-09-01T21:35:20","date_gmt":"2015-09-01T21:35:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasantaeufemia.it\/sito\/?page_id=29"},"modified":"2015-09-01T21:44:15","modified_gmt":"2015-09-01T21:44:15","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasantaeufemia.it\/sito\/la-storia\/","title":{"rendered":"La storia"},"content":{"rendered":"<h3>Prefazione:<\/h3>\n<p>Intanto cominciamo a dire dove si trova S. Eufemia. Cerchiamo di collocarla geograficamente. S. Eufemia fa parte del comune di Borgoricco ed \u00e8 nella provincia di Padova, regione Veneto. Comune , Borgoricco, che si trova a nord della citt\u00e0 di Padova.<\/p>\n<p>Il territorio \u00e8 pianeggiante ed \u00e8 ricco di corsi d\u2019acqua che quasi\u00a0\u00a0 lo abbracciano, in quanto a nord abbiamo il fiume Muson e a sud il fiume Lusore; all\u2019interno di questo alveo , se cos\u00ec si pu\u00f2 chiamare, si \u00e8 sviluppato attraverso i secoli il nostro paese: S. Eufemia. Un\u2019altra cosa importante da segnalare \u00e8 che il nostro territorio si trova nel bel mezzo del graticolato romano.<\/p>\n<p>Il graticolato romano \u00e8 una eredit\u00e0 lasciataci dall\u2019impero romano. Che cos\u2019\u00e8 il graticolato romano? E\u2019 la divisione del territorio agricolo in tanti quadrilateri tutti uguali definiti da strade perpendicolari tra di loro e a fianco delle strade c\u2019erano i fossi che seguivano il percorso delle strade.<\/p>\n<p>Tutte diritte. A cosa serviva e a chi serviva questo genere di divisione del territorio. Con tutta probabilit\u00e0 questi appezzamenti di terreno venivano assegnati ai soldati veterani dell\u2019esercito romano come premio per la loro lunga permanenza nell\u2019esercito.<\/p>\n<p>Oggi queste antiche vestigia si possono ancora ammirare nella loro antica disposizione.<\/p>\n<p>Il nostro territorio , come altri penso ha avuto pochi cambiamenti fino agli anni venti. Allora la civilt\u00e0 era prevalentemente contadina. Tutto proveniva dalla terra perci\u00f2 della terra si aveva il massimo rispetto. Il nostro territorio a quei tempi era ricco di corsi d\u2019acqua che erano emissari o immissari dei due fiumi sopra citati. C\u2019erano fossati ampi chiamati \u201c fossete\u201d , c\u2019erano \u201cpeschiere \u201c, c\u2019erano golene. Ora tutto questo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Le strade sono asfaltate e al posto delle fossete hanno scavato delle moderne canalette \u2018cos\u00ec l\u2019acqua pu\u00f2 scorrere pi\u00f9 veloce. Una volta per andare a Padova ci si impiegavano ore, ora con gli autobus o con l\u2019auto ci vogliono pochi minuti.<\/p>\n<p>Una volta \u2026 Ma da quando si \u00e8 cominciato a parlare di S. Eufemia come paese. E perch\u00e9 si chiama S. Eufemia. Andiamo con ordine, le prime notizie di S. Eufemia come entit\u00e0 territoriale si trovano in un documento del tiranno Ezzelino da Romano che dopo aver conquistato dei territori nella provincia d Padova ne fa menzione in una sua lettera.<\/p>\n<p>Siamo nel decimo secolo.(bisogna precisare che allora non c\u2019erano provincie ma territori, io uso questo termine per far capire meglio, il nostro territorio a quel tempo apparteneva alla nobile famiglia dei Da Carrara detti anche Carraresi, ndr). In un altro documento del dodicesimo secolo troviamo il paese , S. Eufemia, che fa parte di una eredit\u00e0 che va alla nobile famiglia dei Delesmanini.<\/p>\n<p>Il nostro paese \u00e8 menzionato in tanti documenti perch\u00e9 \u00e8 importante, ed \u00e8 importante perch\u00e9 \u00e8 una Pieve. Ci\u00f2 significa che fu matrice per altri paesi, parrocchie, che sono Borgoricco S. Leonardo e S. Angelo di S. Maria di Sala. A cosa \u00e8 dovuta l\u2019importanza di S. Eufemia a farla diventare Pieve: era dovuta alle molte reliquie che essa possedeva. Il possesso di molte reliquie le dava prestigio e le dava protezione e favori Celesti.<\/p>\n<p>Ma come mai S. Eufemia, che era un paese a quel tempo che contava al massimo 25 fuochi, cos\u00ec venivano chiamate allora le famiglie. Di questa spiegazione nei documenti non c\u2019\u00e8 traccia, almeno a tutt\u2019oggi. Per\u00f2 con delle deduzioni logiche si arriva a capire del perch\u00e9 del possesso di tante reliquie e anche dell\u2019origine del nome: Santa Eufemia. Facciamo un salto storico all\u2019indietro. Siamo nel quinto secolo D. C. e precisamente nel 452.<\/p>\n<p>In quell\u2019anno avviene un fatto che entra nella storia. Gli Unni capeggiati da Attila entrano in Italia e distruggono tutto al loro passaggio. Uccidendo chiunque si trovi nella loro strada. Alla loro vista le popolazioni lasciavano tutti i loro averi e fuggivano per trovare riparo da qualche altra parte.(c\u2019\u00e8 anche quel detto che dice che dove passa Attila non cresce pi\u00f9 l\u2019erba, ndr).<\/p>\n<p>Gli Unni nel 452 distruggono Aquileia. Questa era una ricca citt\u00e0 commerciale, faceva commerci con tutte le popolazioni bagnate dal mar Adriatico, anche con le popolazioni dell\u2019Asia Minore , questo particolare \u00e8 importante per capire meglio le origini di S. Eufemia. Molti degli abitanti di Aquileia riuscirono a fuggire, insediandosi nelle isole della laguna veneta dando luogo alla nascita di Venezia .Altri sicuramente avranno intrapreso altre strade, seguendo questo ragionamento \u00e8 facile immaginare che alcuni abitanti ,profughi, di Aquileia si siano stabiliti qui, dando inizio ad un nuovo paese con una nuova storia.<\/p>\n<p>Questi profughi sicuramente si saranno portati appresso le loro cose pi\u00f9 care, certamente le reliquie dei loro Santi venerati erano cose della massima importanza. Aquileia era una citt\u00e0 molto religiosa, era molto grande, con molte belle chiese dedicate a molti Santi. Non \u00e8 da escludere che conoscessero S. Eufemia. Questa Santa vissuta nella citt\u00e0 di Calcedonia e martirizzata nel 303 D.C., citt\u00e0 dell\u2019Asia minore; poco tempo dopo la sua morte cominciarono ad avverarsi miracoli cosicch\u00e9 venne eretta una basilica sul luogo del suo martirio.<\/p>\n<p>La fama di santit\u00e0 super\u00f2 i confini dell\u2019 Asia minore e non \u00e8 escluso che mercanti di Aquileia nei loro commerci siano venuti a conoscenza di questa Santa e ne abbiano portato il culto e reliquie a Aquileia. E che questi profughi abbiano dato il nome di questa Santa alla loro comunit\u00e0 che stava per nascere in ringraziamento dello scampato pericolo.( curiosit\u00e0: nel 451 in questa Basilica si svolse un importante concilio ecumenico dove si sanc\u00ec la doppia natura di CRISTO, natura umana e natura divina, ndr).<\/p>\n<p>Questa Santa viene venerata nel nono mese dell\u2019anno, nel mese di settembre il giorno 16.Questa pu\u00f2 essere la spiegazione verosimile di come \u00e8 nata la comunit\u00e0 di S. Eufemia . Le reliquie potate dai profughi Aquileiani hanno dato importanza alla comunit\u00e0 fino a farla assurgere alla dignit\u00e0 di Pieve. Nei secoli successivi la comunit\u00e0 di S. Eufemia cominci\u00f2 a venerare altri Santi. In particolar modo S. Valentino.<\/p>\n<p>Anche questo martirizzato nel terzo secolo a Roma. Nelle solennit\u00e0 le reliquie venivano esposte sull\u2019altare di San Valentino e i parroci delle parrocchie nate dalla nostra pieve venivano a fare atto di sottomissione portando come dono un grosso cero.<\/p>\n<p>La devozione per i Santi e per la Sacra Famiglia era molto sentita e praticata. Per questo motivo nel nostro territorio erano sorti numerosi oratori in onore dei Santi e di Maria Santissima .<\/p>\n<p>Quasi in ogni incrocio veniva eretto un capitello e nelle strade pi\u00f9 pericolose si mettevano delle croci e alle entrate delle selve che allora erano molto numerose si facevano delle sculture ,a sfondo religioso, direttamente sugli alberi. Fino a una cinquantina di anni fa si potevano ancora vedere queste opere di devozione.<\/p>\n<p>Poi con il progresso molte di queste opere furono eliminate. Si sono salvati i capitelli che ancora oggi troneggiano nei nostri incroci. Segno che la nostra devozione non \u00e8 venuta meno. Discorso diverso invece per gli oratori i quali sono stati tutti abbattuti per recuperare materiale per l\u2019edilizia.<\/p>\n<p>Di tanti che ce n\u2019erano ne \u00e8 rimasto in piedi solo uno, che noi oggi chiamiamo:Ciesoo de san Nicol\u00f2, Chiesetta di San Nicol\u00f2.<\/p>\n<p>Questa chiesetta \u00e8 ancora ben conservata e tuttora utilizzata per celebrare messe. Dobbiamo ringraziare le persone che abitano in quella contrada che, radunati in comitato, preservano questo gioiello per le generazioni future.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 conosciuta con il nome di S. Nicol\u00f2 ma non \u00e8 stato sempre cos\u00ec. Nel sesto secolo, con la discesa dei Longobardi in Italia e con conseguenza il loro dominio e stanziamento, molte delle loro usanze e costumi, e anche venerazioni, vennero piano piano a sostituire le nostre. Loro erano molto devoti a S. Michele Arcangelo, e a S. Michele dedicarono la chiesetta in localit\u00e0 Favariego, quella che noi oggi, ripeto, chiamiamo S. Ncol\u00f2.<\/p>\n<p>Con il passar dei secoli, con il venir meno l\u2019influenza della loro cultura e contemporaneamente l\u2019importanza sempre pi\u00f9 grande che riassumeva il Patriarcato di Aquileia, avendo acquisito influenza anche nei nostri territori, le loro usanze furono recepite anche da noi, dalla nostra gente.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dunque verosimilmente pensare che attorno all\u2019anno mille, anno in cui i nostri territori furono parte integrante del patriarcato di Aquileia alcuni cambiamenti furono fatti. Nel nostro caso \u00e8 verosimile pensare che fu affiancato il nome di S. Nicol\u00f2 a quello di S. Michele Arcangelo.<\/p>\n<p>S. Nicol\u00f2 o S. Nicola era molto noto ad Aquileia, i quali Aquileiani avevano una predilezione per i Santi provenienti dall\u2019Asia Minore.<\/p>\n<p>Anche S. Nicol\u00f2 come Santa Eufemia proveniva dall\u2019Asia Minore, e precisamente dalla citt\u00e0 di Mira , citt\u00e0 della regione della Licia che si trova nella zona montagnosa dell\u2019Asia Minore. Morto nel 350 D.C.le sue reliquie furono portate a Bari dove in suo onore fu eretta una basilica. Grazie alle sue doti taumaturgiche la sua venerazione si estese in tutta Italia e non solo. Gi\u00e0 nell\u2019undicesimo secolo troviamo documenti dove riportano il nome di S. Nicol\u00f2 di Favariego. Da allora e rimasto il nome S. Nicol\u00f2.<br \/>\nIn quel periodo, parliamo del dodicesimo secolo, c\u2019erano dodici fuochi a S. Eufemia, cos\u00ec erano chiamate le famiglie di allora . Non erano famiglie come le conosciamo oggi formate da poche unit\u00e0 di persone, ma formate da decine di persone. C\u2019erano famiglie che avevano anche dodici \/ tredici figli che a loro volta si sposavano e avevano figli pure loro perci\u00f2 il loro numero aumentava, erano clan familiari.<\/p>\n<p>La nostra parrocchia con gli anni cresceva di persone, il parroco era impossibilitato a svolgere tutte le mansioni parrocchiali e allora era affiancato da persone scelte dagli abitanti del luogo.<\/p>\n<p>Dovevano essere persone degne di ogni stima perch\u00e9 erano incaricate di seguire le finanze parrocchiali. Pi\u00f9 avanti negli anni , siamo nel 1808, a Santa Eufemia fu istituita la funzione di fabriciere.<\/p>\n<p>Il fabriciere aveva molto potere in parrocchia in quanto era colui che nominava il sacrestano, nominava il campanaro, organizzava le questue. Nella nostra parrocchia questa venivano fatte due volte l\u2019anno. La prima a luglio per raccogliere il grano, la seconda a ottobre per raccogliere l\u2019uva.<\/p>\n<p>Dovevano anche saper amministrare bene le poche risorse che allora c\u2019erano. Anche questa funzione con gli anni scompare Ma come si viveva nel 1800? Si hanno molte notizie della vita che si svolgeva in quei anni. Prendiamo un periodo , quello della dominazione napoleonica che \u00e8 anche quello pi\u00f9 triste per la nostra e altre parrocchie confinanti.<\/p>\n<p>Nel 1797 la Repubblica Veneta cade sotto il dominio Napoleonico, il nostro territorio faceva parte della Rep. Veneta. Con l\u2019istaurarsi del dominio napoleonico le cose cambiarono in peggio, molto peggio. Causa le continue guerre fatte da Napoleone, le persone venivano vessate in tutti i modi per far affluire quanto pi\u00f9 denaro possibile alle casse dello stato.<\/p>\n<p>Anche i parroci venivano obbligati a convincere le persone a versare nelle casse degli esattori imperiali prospettando loro maledizioni eterne se non pagavano.<\/p>\n<p>C\u2019erano delle persone appositamente istruite che dovevano comunicare ai funzionari imperiali se i parroci usavano bene il loro potere di convincimento. Alcuni parroci delle nostre zone furono anche perseguitati per la colpa di non essere troppo duri con i parrocchiani. A chi non pagava venivano sequestrati quei pochi beni che aveva. Solo l\u2019aratro non poteva essere sequestrato, perch\u00e9 l\u2019aratro doveva servire per lavorare.<\/p>\n<p>A causa di queste continue vessazioni ci furono anche delle sommosse con attacchi ai depositi dei beni sequestrati. Le persone morivano letteralmente di fame. Si pensi che a S. Eufemia c\u2019erano circa 700 persone che vi abitavano nel 1800, di queste persone ne morirono circa 40 per fame. Queste sommosse avvenivano per fame \u201co morire di fame o rischiare di morire davanti ai moschetti dei soldati napoleonici\u201d. Molti rischiarono e le sommosse si fecero sempre pi\u00f9 audaci.<\/p>\n<p>Tanto erano audaci che i funzionari imperiali fecero intervenire l\u2019esercito napoleonico , qualcuno di questi malnati, come venivano chiamati, fu catturato e condannato, qualcuno fu anche ucciso.<\/p>\n<p>Tutto questo cess\u00f2 nel 1815 con la caduta dell\u2019impero napoleonico. Con l\u2019avvento al potere dell\u2019impero austriaco le cose per le nostre genti cambiarono e si ritorn\u00f2 a una vita pi\u00f9 decorosa. Se non altro non si moriva pi\u00f9 di fame. E nel territorio cosa succedeva? Fino agli anni quaranta il territorio non ebbe grossi cambiamenti.<\/p>\n<p>Negli anni \u201940 il parroco fece demolire la vecchia chiesa per costruirne una di pi\u00f9 ampia perch\u00e9 la parrocchia si stava ingrandendo e le persone non potevano assistere alle celebrazioni eucaristiche causa le misure ridotte della vecchia chiesa. Della vecchia chiesa i vecchi si ricordano il bellissimo altare maggiore fatto con pregiati marmi neri e ai lati dell\u2019altare troneggiavano due sculture di angeli d\u2019argento.<\/p>\n<p>Era una bella chiesa molto decorata e con molte opere lignee. Scomparse durante i lavori, durati anni, scomparse per abbellire le case di qualche benestante. Il campanile invece non fu toccato. Attorno al nostro campanile in quegli anni e anche prima c\u2019era una leggenda che aleggiava ed era questa. Si diceva che a mezzogiorno se si scavava dove c\u2019era l\u2019 ombra della punta del campanile ,si poteva trovare un tesoro. Tesoro nascosto da persone, da profughi forse Aquileiani. Leggende, miti, miraggi della civilt\u00e0 contadina che cercava un tesoro per riscattarsi dalla sua condizione di miseria.<\/p>\n<p>I lavori per la costruzione della nuova chiesa , come si \u00e8 detto, durarono anni, il parroco allora era don Giovanni Finco, fu ultimata negli anni cinquanta e consacrata nel 1957. Con l\u2019arrivo poi del parroco Don Antonio Zorzo il paese si trasform\u00f2 con le sembianze che assume anche oggi.<\/p>\n<p>Con la bella canonica , il centro giovanile, il campo sportivo con spogliatoi, l\u2019asilo infantile, oggi scuola materna. Anche il parroco don Giachino Pettenuzzo ebbe modo di continuare l\u2019opera dei suoi predecessori, abbell\u00ec la chiesa con affreschi e rimise a norma la scuola materna dotandola di ogni confort, non dimenticando neanche la cura delle anime dando incremento alle associazioni parrocchiali.<\/p>\n<h3>Integrazione Storia<\/h3>\n<p>La nostra chiesa, essendo matrice , ha i registri pi\u00f9 antichi, risalgono al 1600 circa. Questi registri si chiamano registri dei Puti e delle Pute, cio\u00e8 dei bambini e bambine nate a S. Eufemia. Durante le ricerche una delle difficolt\u00e0 \u00e8 stata l\u2019interpretazione dei numeri.<\/p>\n<p>Le date ei numeri scritti su questi registri non sono come quelli che oggi usiamo facilmente. Quali . 1-2-3- ecc.<\/p>\n<p>Allora i numeri erano scritti un altro modo.( bisogna ricordare che siamo negli anni del cambiamento del metodo e uso della numerazione e ancora sotto l\u2019influsso dell\u2019uso dei numeri cosiddetti romani. Ricordiamo inoltre che l\u2019uso della numerazione detta araba fu introdotta in Italia negli anni che sono a cavallo del 1100 e 1200, tutto questo grazie al noto e brillante matematico e esploratore Leonardo Fibonacci, detto anche Leonardo Pisano.<\/p>\n<p>Che dopo innumerevoli viaggi nei paesi arabi, vide questo metodo di numerazione e lo port\u00f2 in uso in Italia, diffondendo po, questo metodo di numerazione e calcolo nel mondo occidentale.<\/p>\n<p>Data la semplicit\u00e0 di scrittura e calcolo in pochi anni soppiant\u00f2 il metodo romano.) Tornando ai nostri registri l\u2019evento della nascita era descritto con molta meticolosit\u00e0 e dovizia di particolari.<\/p>\n<p>Non avendo orologi precisi l\u2019ora della nascita era descritta in questo modo: prima della nascita del sole o a mezzod\u00ec o al calar della sera e avanti cos\u00ec.<\/p>\n<p>Erano anche specificate le attivit\u00e0 svolte dal padre del nascituro e anche del testimone.<\/p>\n<p>Ricavandone cos\u00ec uno spaccato delle attivit\u00e0 svolte a S. Eufemia in quei tempi ed erano queste quelle pi\u00f9 in uso : contadino, pastore, casaro, bracciante.<\/p>\n<p>Se tutte queste informazioni sono giunte fino a noi dobbiamo ringraziare la chiesa che per motivi nobili ha voluto che tutti i parroci, anche nelle parrocchie pi\u00f9 piccole, tenessero questi registri. Questo obbligo fu poi codificato nel concilio di Trento del 1563.( mentre , nel civile fu reso obbligatorio , per tutti i comuni, nel 1871).<\/p>\n<p>L\u2019obbligo di tenere i registri dei nati era dovuta al fatto di evitare unioni tra consanguinei per evitare nefaste conseguenze per i nati a causa di questi matrimoni, un altro motivo era anche quello delle eredit\u00e0 e per questo motivo che in quelli anni fu introdotto l\u2019uso del cognome, il quale non si poteva pi\u00f9 cambiare a meno che il cognome, che era molte volte ricavato dai lavori che uno faceva, non fosse usato come pubblico ludibrio.<\/p>\n<p>Nei registri parrocchiali a cominciare dal 1850 pi\u00f9 o meno accanto al cognome viene anche menzionato il soprannome o menda ( ndr. Cos\u00ec era chiamato il soprannome allora.). Menda \u00e8 una parola che deriva dal latino e significa : svista,finto , simulato ecc.<\/p>\n<p>Forse erano usati per capire subito il loro casato. Ora questa usanza dei soprannomi \u00e8 quasi scomparsa, almeno tra le persone pi\u00f9 giovani , e col tempo scomparir\u00e0 definitivamente.<\/p>\n<p>Per\u00f2 prima che tutto questo vada perduto ho fatto una ricerca e un elenco dei soprannomi usati nei decenni passati e quelli che esistono anche oggi. Come potrete constatare molti di questi soprannomi sono scomparsi, passiamo ad elencare alcuni dei soprannomi usati a S. Eufemia:<\/p>\n<ul>\n<li>Baato = Barbato<\/li>\n<li>Brusauro = Caccin<\/li>\n<li>Boesso = Zanon<\/li>\n<li>Brocheto = Anselmi<\/li>\n<li>Bruneo = Brunello<\/li>\n<li>Bero = Cagnin<\/li>\n<li>Baraca = Lovato<\/li>\n<li>Beto = Rossi<\/li>\n<li>Boseo = Carraro<\/li>\n<li>Bastian = De Gaspari<\/li>\n<li>Biondo = Milani<\/li>\n<li>Bocio = Sorato<\/li>\n<li>Botassin = Celi<\/li>\n<li>Carrareto = Gasparini<\/li>\n<li>Cason = Orbolato<\/li>\n<li>Cuco = Guion<\/li>\n<li>Cee = Gasparini<\/li>\n<li>Casaro = Raccanello<\/li>\n<li>Cavaeoto = Peron<\/li>\n<li>Castaldon = De Gasperi<\/li>\n<li>Caregheta = Marcon<\/li>\n<li>Casoto = Bettin<\/li>\n<li>Cuea = Barensi<\/li>\n<li>Cueata = Merlo<\/li>\n<li>Ciareo = Chiarello<\/li>\n<li>Dordan = Fedeli<\/li>\n<li>Damarioo = Caccin<\/li>\n<li>Dandoeo = Dandolo<\/li>\n<li>Femio = Libralato<\/li>\n<li>Faiva = Simionato<\/li>\n<li>Farfaia = Favaro<\/li>\n<li>Falcaro = Carraro<\/li>\n<li>Feltre = Marchiori<\/li>\n<li>Fatore = Gernano<\/li>\n<li>Fressa = Zampieri<\/li>\n<li>Gato = Tolomio<\/li>\n<li>Gneo = Gallo<\/li>\n<li>Garbuio = Favaro<\/li>\n<li>Gnacco = De Gasperi<\/li>\n<li>Marsaroo = Cagnin<\/li>\n<li>Mianese = Silvestri<\/li>\n<li>Munaro = Fasolato<\/li>\n<li>Miani = Pasqualetto<\/li>\n<li>Merican = Trabacchin<\/li>\n<li>Maioo = Novello<\/li>\n<li>Mos\u00e8 = Furlan<\/li>\n<li>Menonta = Caccin<\/li>\n<li>Mignoi = Gasparini<\/li>\n<li>Miani = Anderlini<\/li>\n<li>Magnapan = Agostini<\/li>\n<li>Moron = Varosi<\/li>\n<li>Moro = Concolato<\/li>\n<li>Macion =Gasparini<\/li>\n<li>Osei = Celeghin<\/li>\n<li>Ortoean = Turchetto<\/li>\n<li>Pierasso = Benetti<\/li>\n<li>Pessaretto = Ongarato<\/li>\n<li>Poeo = Novello<\/li>\n<li>Popo = Rettore<\/li>\n<li>Peuco = Sabbadin<\/li>\n<li>Osei = Celeghin<\/li>\n<li>Recia = Frasson<\/li>\n<li>Rampa = Tiepolo<\/li>\n<li>Rossato = De Gasperi<\/li>\n<li>Roco = Luisetto<\/li>\n<li>Sponcioto =Gasparini<\/li>\n<li>Sardo = De Gaspari<\/li>\n<li>Stopin = Silvestri<\/li>\n<li>Sartore = Gatto<\/li>\n<li>Sbreghin = Gasparini<\/li>\n<li>Saearin = Gallo<\/li>\n<li>Samarioo = Caccin<\/li>\n<li>Scarparo = De Gaspari<\/li>\n<li>Sona = Bugin<\/li>\n<li>Sulian= Pierobon<\/li>\n<li>Trento = Mariga<\/li>\n<li>Todareo = Lorenzin<\/li>\n<li>Tede = Antonello<\/li>\n<li>Tachi = Ruffatto<\/li>\n<li>Tessari = Caccin<\/li>\n<li>Jaro = De Gaspari<\/li>\n<li>Checa = Benin.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questi i soprannomi che ho potuto recuperare nella memoria delle persone pi\u00f9 anziane, non saranno tutti quelli esistiti ma ne danno una bella panoramica .<\/p>\n<p>PS: i registri datati prima del 1600 sono andati distrutti a causa dei molti incendi succeduti durante i secoli passati. Sono stati distrutti anche registri degli anni tra il 1800 e il 1900, perci\u00f2 molte notizie riguardanti quegli anni sono andate perse.<\/p>\n<p>Un Grazie a Gianfranco per il lavoro svolto e per il tempo che ci hai dedicato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prefazione: Intanto cominciamo a dire dove si trova S. Eufemia.  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